La Gran Bretagna e la cultura brassicola

La Gran Bretagna è terra di birrifici e di pub. La cultura birraria, in questa terra, è presente da millenni e proprio in Scozia sono stati ritrovati reperti che lo testimoniano. Reperti che, anche se non antichi quanto quelli mesopotamici, sono datati 3000 anni fa e non sono legati, in alcun modo, con le terre di origine birraria del Medio Oriente.

Una vecchia Ale House (strutture che fecero parte della Gran Bretagna fino al XIX secolo)

Da quel tempo ad oggi la birra (e il suo contesto) è cambiata molto, ma quello che vorremmo far notare in primis è che era chiamata Ale e che questo nome non ha mai abbandonato del tutto la Gran Bretagna.

  • Storia
  • La Gran Bretagna birraria ai giorni nostri
  • Principali stili di birra della Gran Bretagna

Storia

Durante il Medioevo la produzione della birra era “in mano” ai monasteri e alle donne di casa. Le donne che producevano birra all’interno delle fattorie erano chiamate alewives e i luoghi nei quali la mescevano, alehouses. Questa cultura femminile legata alla birra fu un qualcosa che durò per molti secoli come del resto l’attaccamento degli inglesi al loro modo di fare birra.

L’Inghilterra è stata maestra per tutta Europa (lo si nota anche dal fatto dei “tre signori” che andarono là a fare spionaggio) e non ha mai sopportato le incursioni birrarie di altre culture, prima fra tutte quella di aggiungere luppolo alla birra.

Ebbene sì, in Inghilterra si arrivò perfino a chiamare con due nomi diversi la birra: ale quella autoctona, ritenuta la vera birra, senza luppolo e la beer quella di importazione olandese e con l’aggiunta di luppolo.

La storia ha fatto il suo corso e proprio l’Inghilterra è stata terra di nascita dello stile di birra più luppolato in assoluto: l’India Pale Ale, una birra che crea una sorta di contrasto nel quale troviamo da una parte quest’ultima birra molto amara e dall’altra la Scotch Ale, nata in Scozia, incentrata principalmente sui malti e le loro dolcezze.

Una India Pale Ale dalle fattezze moderne. Uno stile nato in Inghilterra e oggi molto in voga

Ma la Gran Bretagna è stata anche la madrepatria della Porter, la birra dei facchini del porto di Londra, una birra cruciale anche per l’Isola Smeraldo perché proprio da questa birra nacque la Stout irlandese nei primi anni del 1800.

Un bicchiere di Porter in una pinta inglese

La Gran Bretagna birraria ai giorni nostri

Ma la Gran Bretagna, facendo un salto più avanti, è stata promotrice della Craft Beer Revolution in due modi. Il primo quello, che forse più le si addice, di essere la patria del CAMRA l’associazione che dal 1970 ha fatto sì che si riscoprissero tutti gli stili del passato andati in disuso con la Prima Guerra Mondiale e arrivati quasi all’estinzione nel periodo del secondo dopoguerra. Stili come quelli ricordati prima, ma anche come quelli di Pale Ale e Bitter. Due stili che sono ben radicati nella cultura brassicola di tutta la Gran Bretagna ed estremamente godibili.

Una Bitter Ale, stile tipico inglese

Il secondo modo con cui la terra di Albione è stata promotrice della Craft Beer Revolution statunitense è stato quello di essere la prima produttrice, in Europa , grazie a birrifici all’avanguardia, di stili moderni che utilizzavano e utilizzano luppoli d’oltre oceano e sperimentano stili di birra diversi da quelli della loro nazione.

Parlando di birrifici è impossibile non notarne la densità, che è altissima soprattutto in Inghilterra. Anche con i pub non si scherza. Da sempre produttori di birra, gli inglesi, trasformarono, dopo la caduta dell’Impero Romano, ogni tabernae in luogo di mescita di birra e produzione, in poche parole un brewpub.

Principali stili di birra della Gran Bretagna

Tutta questa storia e cultura ha fatto sì che nascessero numerosi stili di birra. Stili che ancora oggi vivono grazie ai birrifici che portano avanti la tradizione e grazie ai consumatori che hanno voglia di guardare al di là della birra dal gusto standardizzato.

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