Pale Ale

Per descrivere cosa è una Pale Ale, forse, il miglior punto di partenza sarebbe quello di tradurne il nome tanto sono variegate al loro interno che è sempre più difficile dare un profilo gustativo univoco.

Quindi, con Pale Ale si intende una birra chiara ad alta fermentazione della tradizione inglese.

Ma proviamo a scendere nel dettaglio.
Con Pale Ale un tempo si intendevano tutte quelle birre prodotte con malto Pale, un malto particolare in quanto le tecnologie, secoli fa, non permettevano la produzione di malti chiari.

Quando si riuscì a produrre malti Pale questi ultimi permisero la produzione di birre chiare. Questa birra dovrebbe essere prodotta con luppoli inglesi come vuole la sua tradizione che le regalano note erbacee e speziate e nel complesso non rinunciano ad una parte maltata definita. Sono birre dal finale amaro e molto secche. Oggi molte di queste birre vengono prodotte con luppoli americani e in generale sono diverse da quelle originali inglesi.
Troviamo quindi le American Pale Ale (uno stile che ha fatto la storia della Craft Beer statunitense e mondiale) o anche le New Zeland Pale Ale che conservano un po’ del carattere tradizionale inglese anche se il loro punto di forza risiede nei luppoli neo zelandesi i quali donano note di frutta tropicale, agrumi e sentori erbacei balsamici.

Inoltre di grande interesse negli ultimi anni è la DDH Pale Ale (Double Dry Hopping) una Pale Ale, solitamente chiara, che prevede nella ricetta l’utilizzo del luppolo, oltre che in bollitura, anche in maturazione. Quando troviamo due “d” (DD) significa che il Dry Hopping (DH) è doppio, Double, appunto.

Range dal BJCP – Gradi Plato: 11,9 – 14,7 ° | EBC: 16 – 36 | IBU: 25 – 50 | Alcol: 4,6 – 6,2 °

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