Scheider – Weisse

Guglielmo IV nel 1516 promulga sul tutto il territorio bavarese “la Legge sulla Purezza” (Reinheitsgebot) che dettava, tra le altre cose, che la birra dovesse essere prodotta solo con acqua, orzo e luppolo, ma derogando ai regnanti di poter produrre anche con frumento.

All’epoca, quindi, solo i duchi bavaresi poteva produrre Weizenbier, cioè birre di frumento, monopolio che durò fino alla metà del XIX secolo, quando Re Ludovico II decise di dedicarsi solo alle Lager ormai in piena auge. Così abbandonò la produzione di Weizenbier (o Weissbier) birre che stavano ormai andando in disuso.

Il Re vendette la licenza ad un certo Georg Schneider, il quale salvò letteralmente dalla sicura estinzione questo stile di birra e iniziò la sua lungimirante produzione nel 1872, con la sua Schneider Weisse. La famiglia resistette alle due guerre mondiali e alla fine degli anni 40’ si trasferì a Kelheim, nel cuore dell’Hallertau, celebre zona di coltivazione di luppolo, dove risiede l’attuale birrificio.

Una storia illustre e una ricetta custodita con gelosia fanno della Weisses Bräuhaus G. Schneider & Sohn un capostipite della storia della birra e della qualità birraria.

Dal birrificio ci dicono questo:

“Crediamo che il piacere arricchisca davvero le nostre vite. Ecco perché produciamo le nostre birre con molto entusiasmo fin dall’inizio, applicando metodi distinti, ingredienti naturali, regionali e sapori ricchi, unici e sempre speciali. In questo modo creiamo birre eccezionali, speciali come la vita stessa”

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